"Il tempo dell'esposizione pura e semplice, del monologo unidirezionale da-marca-a-consumatore è game over. C'è bisogno di conversazione, di flusso bidirezionale. Di cooperazione tra i due poli, che hanno tanto da dirsi - e da darsi - a vicenda." Maurizio Sala*
La comunicazione "non convenzionale" (o non tradizionale) si basa su nuove strategie comunicative ed esperienziali (per es. guerrilla, viral, buzz ecc...). Per ora ci soffermeremo su due importanti differenze rispetto alla "vecchia" comunicazione: la misurabilità e il dialogo con l'utente.
Questo tipo di comunicazione, sviluppandosi sul web, permette di monitorare tutto quello che accade: non esiste un pixel o bit che internet non registri. E questo permette di mappare il comportamento dell'utente, quindi di sapere come agisce (web analytics). Seconda, importane, caratteristica: l'utente, se vuole, può rispondere e dire la sua, grazie, proprio, ai servizi gratuiti messi a disposizione dalla rete (e-mail, chat, forum, blog, ecc...). Questo permette di dialogare con il cliente, parlare con lui, conoscere le sue esigenze e le sue impressioni, ancor prima di elaborare una strategia di comunicazione del prodotto. Per capire meglio questo aspetto, apriamo una parentesi sul web 2.0.
Web 1.0 E' una comunicazione unidirezionale. Io pubblico un contenuto nella mia pagina web, tu forse leggi e finisce qui, così come nella pubblicità tradizionale, non c'è dialogo tra le parti.
Web 2.0 Per web 2.0 si intende una comunicazione bi-direzionale, le parti sono nelle condizioni di dialogare con un rapporto molti a molti, non solo fra me e te, ma fra noi tutti. Il web è come una piazza dove la gente si incontra e scambia opinioni e contenuti (vedi i social network).
*Maurizio Sala è vicepresidente del Gruppo Armando Testa, ed ex Presidente dall'Art Directors Club Italiano. Questa riflessione è tratta da Marketing non-convenzionale di Bernard Cova, Alex Giordano, Mirko Pallera, edito da Il Sole 24 ORE, prima edizione novembre 2007.
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